Scopri i vantaggi di un'infrastruttura iperconvergente, come funziona, i casi d'uso tipici e i fornitori di questo mercato
Che cos'è un'infrastruttura iperconvergente?
L'iperconvergenza è un modello IT che unifica elaborazione, archiviazione, rete e software in un unico sistema, con l'obiettivo di ridurre al minimo la complessità dei data center e aumentare la scalabilità. Le piattaforme che rispondono a questa descrizione sono definite "iperconvergenti": si tratta di un'architettura incentrata sul software che integra strettamente e virtualizza tutte queste risorse in un unico sistema, solitamente costituito da hardware x86.
Un'infrastruttura iperconvergente integra tipicamente capacità di calcolo, networking, storage e virtualizzazione in singoli sistemi.
Le piattaforme iperconvergenti includono un hypervisor l'elaborazione virtualizzata, software-defined storagee reti virtualizzate, e in genere girano su server standard disponibili in commercio. Questo stack a 4 livelli offre elevate prestazioni, risparmi sui costi e spazio nel rack, eliminando al contempo la necessità di una SAN esterna. Si tratta di un vero e proprio data center definito dal software (SDDC). Ecco perché viene anche definito infrastruttura iperconvergente (HCI).
Un sistema iperconvergente può essere una soluzione appliance completamente integrata fornita da un unico fornitore oppure può essere acquistato come software autonomo da installare sui server x86 già in uso. Entrambe le opzioni (appliance iperconvergente e software autonomo) offrono una gamma completa di funzionalità e vantaggi. Le principali differenze riguardano i costi, i vantaggi e le opzioni di implementazione.
I vantaggi dei sistemi di infrastruttura iperconvergente
HCI offre un'ampia flessibilità in base al vostro budget. Tuttavia, i vantaggi che ne trarrete varieranno a seconda del vostro livello di investimento. In genere, l'hardware rappresenta l'80% dell'investimento totale, mentre il software incide per circa il 20%. Questi fattori vi consentono di dare libero sfogo alla vostra creatività e di combinare hardware e software in base alle vostre esigenze.
Il livello di prestazioni da raggiungere utilizzando questo modello di infrastruttura iperconvergente è quindi completamente allineabile agli obiettivi aziendali e alle necessità applicative. Con un box capace di far girare anche i workload più impegnativi meglio che tramite un tradizionale design SAN/host si apre un mondo di possibilità, anche considerando che tutti i fornitori ti presenteranno soluzioni che vanno dagli appliance HDD entry-level ai dispositivi HCI all-flash di fascia alta.
Unaltro dei vantaggi dell’infrastruttura iperconvergente è la possibilità di impilare le appliance, dette anche “nodi”, ottenendo contemporaneamente sia potenza di calcolo che capacità di archiviazione. Ciò risulta utile per il ridimensionamento man mano che la vostra azienda cresce. Semplifica notevolmente le vostre proiezioni di bilancio per l’anno successivo, poiché saprete esattamente quanti nodi dovrete acquistare in base al vostro tasso di crescita.
Per quanto riguarda le funzionalità simili a quelle di una SAN, l’HCI offre le stesse prestazioni, eliminando al contempo i picchi di latenza tipici dei tradizionali requisiti di connettività da host a SAN. Con le soluzioni iperconvergenti, sia lo storage che gli host risiedono nello stesso dispositivo fisico, migliorando così i tempi di risposta.
Pertanto, passare a sistemi iperconvergenti offre maggiori vantaggi rispetto al mantenimento di una SAN tradizionale: non solo è più facile scalare in orizzontale con l’HCI, ma è anche possibile distribuire i dati su più nodi per ottenere una maggiore ridondanza. In alcuni casi, è possibile distribuire 2 o 3 repliche degli stessi dati. Tuttavia, avere più repliche dei dati ridurrà lo spazio totale utilizzabile disponibile nel cluster iperconvergente.
Ulteriori informazioni sulla soluzione Hyperconverged Infrastructure di DataCore
L'iperconvergenza consente di gestire le tecnologie integrate come un unico sistema tramite una suite di strumenti comune. La maggior parte dei sistemi integrati iperconvergenti richiede almeno tre nodi hardware per garantire l'alta disponibilità e può essere ampliata aggiungendo nodi all'unità di base. Un insieme di nodi è denominato cluster.
Che cos'è l'iperconvergenza? Per comprendere appieno come funziona l'iperconvergenza e averne un'idea più realistica, basta creare un design simulato del tuo ambiente. Per partire, bisogna porsi qualche domanda fondamentale:
Di quanta capacità di calcolo ho bisogno (CPU e memoria per le VM)?
Quanta capienza complessiva di storage mi serve (sul cluster HCI)?
Quante repliche dei miei dati disponibili attivamente voglio avere (per l'elevata disponibilità)?
Ho bisogno di distribuire i dati in due data center separati per una maggiore ridondanza (metro-cluster)?
Quanti diversi hypervisor devo gestire (ESXi, Hyper-V, XenServer etc.)?
In base alle tue risposte, dovrai eseguire alcuni calcoli matematici di base per determinare le specifiche hardware di ciascun nodo del tuo cluster HCI. Puoi anche contattare i nostri esperti tecnici, che ti aiuteranno a effettuare questi calcoli per definire le specifiche hardware esatte per ciascun nodo.
Una volta definiti i requisiti hardware, il passo successivo è quello di capire quanti nodi sono necessari per mantenere sempre attive le macchine virtuali, anche in caso di evento imprevisto con la perdita di alcuni nodi. Il numero di nodi che all'interno di un cluster possono "cadere" varia a seconda del fornitore dell'HCI.
Ciascun nodo avrà bisogno di un hypervisor installato e configurato. Il passo successivo è poi quello di configurare le reti interne per il traffico delle VM, per il traffico di I/O dello storage e per la gestione delle VM. La best practice è quella di separare le varie tipologie di traffico senza cercare di instradarle tutte attraverso uno o due link di rete. Una scelta di questo genere porterebbe a un certo punto alla saturazione causando un aumento della latenza.
Se stai acquistando un appliance iperconvergente, probabilmente arriverà con i controller per la SAN virtuale installati su ciascun nodo. Il loro compito è controllare lo storage locale e gestire il traffico I/O utilizzando i percorsi di rete virtuali interni. Ogni controller SAN virtuale è essenzialmente una normale VM che gira sull'hypervisor e che gestisce le risorse hardware del nodo locale.
Di norma, è presente un’unica console di gestione che si collega a tutti i nodi del cluster e consente di gestire ogni controller SAN virtuale. Ciò semplifica l’esecuzione delle attività quotidiane da un’unica finestra, evitando di dover effettuare l’accesso a più ambienti SAN.
Se utilizzassi l'approccio software-only, prima di installare il software su quegli host, dovresti verificare se i server esistenti sono in grado di soddisfare i requisiti minimi. Il software iperconvergente è una versione dell'SDS (software-defined storage) che per massimizzare i suoi benefici ha bisogno di hardware adeguato.
I casi d'uso tipici dell'infrastruttura iperconvergente
L'iperconvergenza è partita da casi d'uso limitati, come la virtual desktop infrastructure (VDI), ma le imprese oggi la utilizzano solitamente per semplificare il deployment, gestire e scalare le risorse IT e per ottenere vantaggi su CAPEX e OPEX.
Molti dei principali sistemi database hanno cominciato a certificare il loro software per l'utilizzo su appliance iperconvergenti. Grandi nomi come SAP, Oracle, Hadoop, Splunk e Microsoft SQL Server hanno tutti approvato numerosi sistemi iperconvergenti. Queste architetture richiedono hardware di fascia alta per soddisfare le esigenze dei workload più impegnativi generati da applicazioni che gestiscono Big Data.
Se i sistemi iperconvergenti sono in grado di gestire workload OLAP e OLTP, possono gestire sostanzialmente qualsiasi altro carico applicativo. Tra questi ci sono software CRM, server di posta elettronica, web server e anche sistemi EMR/EHR. La strada della scalabilità è diventata chiara, con l'adozione dell'infrastruttura iperconvergente in tutti gli ambienti e in tutti i segmenti verticali.
Gli ospedali stanno gradualmente implementando l'HCI o convertendo piccoli dipartimenti come fase di test prima di giungere a una migrazione completa. Anche Wall Street è stata coinvolta nell'azione, con il NASDAQ che si sta rivolgendo a sistemi iperconvergenti per soddisfare le sue esigenze operative. MLB Networks ha invece adottato il modello iperconvergente per migliorare il suo ambiente "media and entertainment".
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Le differenze fra infrastruttura iperconvergente e infrastruttura convergente
Chi sta valutando l'adozione di queste soluzioni a volte confonde le soluzioni iperconvergenti con quelle convergenti. Esistono diverse somiglianze che rendono entrambe le soluzioni estremamente interessanti a seconda dei requisiti del proprio ambiente. Tuttavia, la differenza fondamentale è che le soluzioni convergenti sono incentrate sull'hardware, mentre quelle iperconvergenti sono incentrate sul software.
Esempio di infrastruttura convergente.
Gli appliance convergenti uniscono capacità di calcolo e storage dal punto di vista hardware, offrendo il vantaggio di far girare localmente le applicazioni per prestazioni migliori. Queste applicazioni possono andare dai database relazionali a Exchange, dai file ai web server, per arrivare fino alla VDI. Tuttavia, questa opzione offre zero integrazione tra i layer host e storage.
Esempio di infrastruttura iperconvergente.
Dall'altra parte, l'infrastruttura iperconvergente offre, grazie al software, una più stretta integrazione tra i diversi layer e componenti presenti nel box. Questo rende la gestione dell'intero ambiente molto più pratica ed efficiente. Si ha a disposizione una vista completa su tutto lo spazio di storage disponibile ed è possibile decidere di spostare i dischi virtuali da un nodo del cluster all'altro senza fermare le VM attive. Insomma, è un sistema completamente integrato che semplifica le attività di amministrazione.
I fornitori di iperconvergenza
La tecnologia dell’infrastruttura iperconvergente (HCI) ha mosso i primi passi come appannaggio di startup quali Maxta, Nutanix, Pivot3, Scale Computing e SimpliVity. A testimonianza della maturità raggiunta dall’HCI, i principali fornitori di server e sistemi di storage, quali Cisco, Dell EMC (inclusa VMware), HPE, Lenovo e NetApp, hanno fatto il loro ingresso in questo mercato. Negli ultimi anni, alcuni dei principali fornitori hanno acquisito diverse startup del settore HCI. Non solo hanno rilevato le aziende più piccole, ma hanno anche sviluppato prodotti a marchio HCI propri.
In altri casi, le aziende specializzate esclusivamente nel software HCI hanno stretto partnership con i giganti dell’hardware per server per realizzare soluzioni preconfigurate. Tali alleanze hanno reso più semplice per il consumatore scegliere il software HCI preferito e implementarlo su qualsiasi server HP, Dell, Lenovo o Cisco. Si tratta di vera flessibilità e agilità che solo le iniziative basate sul software possono offrire.
I fornitori di soluzioni iperconvergenti più diffusi sono DataCore, Nutanix, HPE SimpliVity, VMware vSAN, Dell/EMC VxRail e Pivot3. Quando si tratta di prendere la decisione finale su quale fornitore scegliere tra questi, dovrete innanzitutto stabilire se preferite un’appliance HCI “chiavi in mano” oppure optare per un approccio HCI basato esclusivamente sul software. Ciascuna opzione presenta diversi pro e contro, che dovrete valutare in base ai vostri obiettivi a breve e lungo termine.
Se decidi di mettere alla prova la tecnologia HCI, dai un'occhiata a DataCore SANsymphony.
Perché scegliere DataCore SANsymphony?
La soluzione iperconvergente software-defined di DataCore garantisce la massima flessibilità hardware e risparmi in termini di CapEx e OpEx. Libertà di scegliere una soluzione flash o ibrida con qualsiasi produttore di server. È persino possibile combinare server di diversi fornitori senza incorrere in problemi di compatibilità.
DataCore SANsymphony è completamente agnostico rispetto all'hardware e funziona con qualsiasi hardware preconfigurato o preesistente nel tuo data center.